Il Guardiano dell’Anima, figura simbolica sentita e vissuta e canalizzata 20 anni fa in una notte di mentre preparavo le cere dei primi castelli. Lui appartiene ai processi evoluti mentali dell’uomo. Media la vita spirituale con quella terrena. E’ saggio nella sua folle presenza di equilibro. I suoi processi non conosciuti dalla mente la possono attraversare e raggiungere l’anima per nutrirla. E’ Musica e Arte in ogni suo aspetto.

Il suono, il Guardiano, non lo considera nemmeno, a meno che non in epoche del passato.

E’ divenuto mio amico dedicandogli la collezione dei castelli. Lui in cambio mi ha permesso di vivere e guarire le forme alchemiche. Lui è mio Maestro. Lui mercurio tra corpo e anima. Lui è donna, è uomo, è regina, è giorno e notte. Lui è tutto perché adesso indissolubilmente anima e corpo gli appartengono. Lui è la percezione della vita, custode della mia morte. Grande custode.

Lui canalizza le energie nelle guarigioni. Lui pone la luce sulla malattia aprendo l’anima, perché lui può farlo, la luce e ombre purificata, il sole tutto il cielo che avvolge il nostro corpo. Io e lui per sempre lui in me. La mia voce del bene. Il mio vedere lontano nel sonno inconsapevole di ogni notte.

Lui guida la mia mano per capire dove l’energia entra nel corpo del malato. Lui sente la sua anima e, come se soffiando, la respira in me purificandola. Io sento il suo suono, quello della guarigione. In realtà è solo una grande immensa cosa: Dio.

Una forma sacerdotale antica di guarigione con la presenza di un grande simbolo fra me e il divino. Io in lui per vivere. Io non sono niente senza di lui. Io sono ovunque perché lui vuole questo. Mi ha scelto per la comprensione profonda della vita, non custode, non profeta. Solo vita che implora anima.

Vita implosa nell’Anima.