Maestro dari Firenze

Il Maestro

Alessandro Dari è Maestro Fiorentino di Arti Orafe e Scultore.

Alessandro Dari è Maestro Fiorentino di Arti Orafe e Scultore, ma non solo. Fondatore del movimento artistico denominato Dinamismo Percettivo, il Maestro è anche musicista di chitarra classica e laureato in Farmacia: un Artista a tutto tondo la cui storia familiare risale a quasi 400 anni fa. La prima bottega Orafa infatti nacque con Aldebrando Dari nel 1630.

Secondo il Maestro Alessandro Dari, l’Oreficeria è un’Arte eccelsa, non inferiore alle altre. Il suo lavoro si basa su di una costante ricerca spirituale. La necessità del Maestro è quella di dare un proseguimento al gioiello, non limitandolo ad ornamento di una parte del corpo: sia esso un anello scultura, un collier, un pendente. Con il suo lavoro, e grazie alla corrente artistica del dinamismo percettivo da lui fondata, il Maestro Dari vuole rendere la materia libera dalla propria prigionia, cercando di dare un completamento ad ogni opera, attraverso il movimento.

L’esperienza personale lo nutre e lo stimola nella creazione di ogni opera. Il Maestro ritiene che l’Arte Orafa non abbia ancora trovato la giusta considerazione e pieno riconoscimento a livello mondiale, a causa della visione troppo edonistica e scarsamente spirituale offerta dalla Società di massa.

I Riconoscimenti
ed i Titoli del Maestro

Il Maestro Dari è il primo ad aver unito l’anatomia e l’architettura al mondo della gioielleria contemporanea. Per questo, e grazie alle sue sapienti tecniche orafe, ha ricevuto diversi riconoscimenti e gli sono state consacrate numerose personali, oltre ad aver partecipato a mostre internazionali.

È stato insignito del titolo di Professore Universitario Onorario di Oreficeria della Facoltà di Architettura di Firenze. Le sue opere sono esposte al Museo degli argenti del Palazzo Pitti e al Museo della cattedrale di Fiesole. Di particolare rilievo è l’opera “Il Ragno Sacro“, custodita nel prestigioso Museo degli Argenti di Firenze.

Nel 2003 gli viene assegnato Premio Perseo come Migliore artista della Città di Firenze.

Nel 2006 viene nominato artista scelto del Vaticano.

Da ormai 30 anni, sono innumerevoli le testate giornalistiche, mensili, settimanali e quotidiani, oltre che trasmissioni televisive, ad aver mostrato le opere del Maestro Alessandro Dari ed aver acceso i riflettori sui suoi studi. In particolare, tra le pubblicazioni che lo hanno interessato va citato il libro catalogo: “L’Alchimia delle forme”. In esso sono raccolte le tecniche orafe del Maestro e la profonda filosofia che lo guida nelle sue creazioni.
Indossare un suo gioiello significa

indossare una storia, una tradizione ed una opera di maestria unica. Questo perché le sue microsculture gioiello, oppure le architetture che compongono i pezzi ancor più elaborati, trasmettono un intero universo, sia esso racchiuso dentro i pochi centimetri di metallo, oro, argento e pietre preziose. Un lavoro esemplare, per opere artistiche uniche al mondo.

Il Dinamismo percettivo

È il Maestro Alessandro Dari a coniare il nome di questa corrente artistica, da lui fondata.

Il Dinamismo percettivo nasce 20 anni fa nel Museo-Bottega, dal desiderio nel far progredire i suoi gioielli più sentiti, più scultorei, che non potevano restare immobili nella loro forma. Si accorge quindi che questo movimento artistico ha come scopo principale quello di liberare la forma dalla
prigionia. Un bisogno di ampiamento, di alloggio e di un movimento che vuole offrire ai gioielli di esprimersi e di dare sfogo all’emotività più completa che ogni scultura-gioiello può avere.

Questo perché, secondo il Maestro Dari, l’opera d’arte non è mai da considerarsi completa dato che è l’artista stesso ad imporre dei limiti, dei confini nel momento creativo della forma. L’opera d’arte intesa in questo senso non è mai terminata. Ma grazie al dinamismo percettivo, l’opera si libera dalla prigionia della staticità, e viene inserita in un dinamismo che tende all’infinito. Un rimando all’opera scultorea di Michelangelo, che non terminava le sue opere in quanto per lui solo l’opera incompleta era infinita, senza limiti. Era compito dell’osservatore quello di completarla. Così nel dinamismo percettivo fondato dal Maestro, l’opera orafa deve tendere all’incompleto, alla dinamicità, per essere infinita, vera opera d’arte ed avvicinarsi a Dio, Infinito per eccellenza.

Il Ruolo del Tempo nel Dinamismo percettivo

Il Maestro Dari, con la corrente artistica del Dinamismo Percettivo da lui fondata, ritiene che il tempo non esista. Ed in effetti, la percezione del tempo è diversa a seconda dei diversi momenti della vita: nell’amore, nella gioia, nel dolore, nella noia. La percezione di un suono o dello spazio che ci circonda rappresenta una porzione di quello che l’uomo ha definito tempo, per convenzione.

Per raffigurare l’emotività della percezione è necessario fare appello al Dinamismo percettivo. Creando il movimento, si apre una porta di accesso alla percezione, e quindi all’anima. Una volta oltrepassata questa porta, si instaura un dialogo con il modo percettivo di ogni osservatore. Il tempo, che non esiste, diventa una forma di energia, se energia è, che unisce.

Nel dinamismo percettivo l’opera coincide ad una percezione più profonda della forma, a-temporale dove grazie al movimento sono incorporate la vita e la morte. L’osservatore è così libero di far coincidere l’opera con la propria emotività.

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